Come direbbe il buon vecchio Professor Fontecedro...
COSMICO
Due ore e un quarto di puri addominali. Non un momento di piatta. Se non ridevi per almeno due minuti sapevi che quella era solo la preparazione per una battuta talmente grossa che ti avrebbe fatto dimenticare ogni cosa.
Lo spettacolo è iniziato (in orario) con una parte, abbastanza lunga, di puro gioco surreale alla Luttazzi, quella comicità di cui si è reso uno dei più grandi divulgatori, derivata direttamente dai racconti di Woody Allen. Un fuoco incrociato di battute sopratutto sul sesso, con cui per più di un'ora ci intrattiene raccontandoci di tutte le più singolari esperienze in materia della sua vita.
Nella seconda parte il registro cambia, l'argomento diventa più... serio, e quindi, visto che si parla di Luttazzi, più divertente. Qui inizia la vera e propria satira, che (ce ne stupiamo sempre) è VERAMENTE cattiva.
(cattiva nel sensobuono della parola)
Le vittime prescelte qui sono i politici e quelli che lui chiama "i paraculo del tubo catodico".
E non risparmia nessuno: Pippo Baudo, Serena Dandini, Daria Bignardi, Mentana, FABIO FAZIO!! Al quale imputa la colpa di aver condotto un'intervista incensatoria a Marcello Dell'Utri senza neanche una domanda sui suoi recenti processi.
E che dire della Chiesa. Se se la sono presa pe Fiorello non mi immagino cosa sarebbero stati capaci di fare se fosse andato in onda questo spettacolo. Riaperto il Tribunale dell'Inquisizione? "Sarebbe un idea" deve aver pensato qualcuno ieri sera.
Luttazzi non risparmia nessuno, il Papa, i cardinali, Gesù Cristo ("ogni volta che entro in chiesa penso: 'Cazzo che addominali che ha Gesù...' "), ma Daniele va oltre, si mette a parlare persino della Fede, argomento che molti comici (Fo e altri) non si sognerebbero mai di trattare. A Luttazzi sembra non importargli niente, infatti il suo ormai famoso assioma "se Dio avesse voluto che credessimo in lui, sarebbe esistito" lascia sbigottiti parecchi spettatori.
Una nota a parte a questo punto la meritano, appunto, gli spettatori che sono venuti a vedere lo spettacolo. Va fatto notare che la tappa di Verona era un anteprima, in quanto il monologo debutta ufficialmente il 26 gennaio a Bologna. Questa per lui era una possibilità di mettere a punto alcune battute nuove e provare le reazioni per quelle vecchie, inoltre era uno spettacolo per gli abbonati! Quindi non solo persone che SCELGONO di uscire di casa per andarlo a vedere. Si sentiva nell'aria l'atmosfera tesa di quelle persone che si rendevano conto di essere capitate lì dentro... per caso. Molti non hanno gradito la satira pungente dell'autore romagnolo e più persone (2) si sono alzate e se ne sono uscite dal teatro (uno dei quali in maniera piuttosto plateale, dirigendosi verso il palco "IO ME NE VADO, SONO STUFO!"). L'interessante era vedere le reazioni di Daniele davanti a questi comportamenti. Lui non faceva altro che "caricarsi", nell'incontro pomeridiano ha confessato di "galvanizzarsi" nel vedere reazioni di sconcerto da parte di un pubblico di abbonati. "non si predica solo ai convertiti".
Alla fine, quelli che erano rimasti dopo il bis lo hanno premiato con un lunghissimo applauso, nella speranza di rivederlo al più presto con un nuovo monologo. agari al teatro Estravagario, più consono alle sue corde.
Il pensiero va a Giulia, che purtroppo, dopo che io gli ho osannato per un anno intero la comicità di Luttazzi, dopo che sono riuscito a trovarle l'ultimo biglietto sulla faccia della terra, è dovuta rimanere a casa, stroncata da un influenza. Guarisci presto.
Balsam (un lutazziano DOC)
COSMICO
Due ore e un quarto di puri addominali. Non un momento di piatta. Se non ridevi per almeno due minuti sapevi che quella era solo la preparazione per una battuta talmente grossa che ti avrebbe fatto dimenticare ogni cosa.
Lo spettacolo è iniziato (in orario) con una parte, abbastanza lunga, di puro gioco surreale alla Luttazzi, quella comicità di cui si è reso uno dei più grandi divulgatori, derivata direttamente dai racconti di Woody Allen. Un fuoco incrociato di battute sopratutto sul sesso, con cui per più di un'ora ci intrattiene raccontandoci di tutte le più singolari esperienze in materia della sua vita.Nella seconda parte il registro cambia, l'argomento diventa più... serio, e quindi, visto che si parla di Luttazzi, più divertente. Qui inizia la vera e propria satira, che (ce ne stupiamo sempre) è VERAMENTE cattiva.
(cattiva nel sensobuono della parola)
Le vittime prescelte qui sono i politici e quelli che lui chiama "i paraculo del tubo catodico".
E non risparmia nessuno: Pippo Baudo, Serena Dandini, Daria Bignardi, Mentana, FABIO FAZIO!! Al quale imputa la colpa di aver condotto un'intervista incensatoria a Marcello Dell'Utri senza neanche una domanda sui suoi recenti processi.
E che dire della Chiesa. Se se la sono presa pe Fiorello non mi immagino cosa sarebbero stati capaci di fare se fosse andato in onda questo spettacolo. Riaperto il Tribunale dell'Inquisizione? "Sarebbe un idea" deve aver pensato qualcuno ieri sera.
Luttazzi non risparmia nessuno, il Papa, i cardinali, Gesù Cristo ("ogni volta che entro in chiesa penso: 'Cazzo che addominali che ha Gesù...' "), ma Daniele va oltre, si mette a parlare persino della Fede, argomento che molti comici (Fo e altri) non si sognerebbero mai di trattare. A Luttazzi sembra non importargli niente, infatti il suo ormai famoso assioma "se Dio avesse voluto che credessimo in lui, sarebbe esistito" lascia sbigottiti parecchi spettatori.
Una nota a parte a questo punto la meritano, appunto, gli spettatori che sono venuti a vedere lo spettacolo. Va fatto notare che la tappa di Verona era un anteprima, in quanto il monologo debutta ufficialmente il 26 gennaio a Bologna. Questa per lui era una possibilità di mettere a punto alcune battute nuove e provare le reazioni per quelle vecchie, inoltre era uno spettacolo per gli abbonati! Quindi non solo persone che SCELGONO di uscire di casa per andarlo a vedere. Si sentiva nell'aria l'atmosfera tesa di quelle persone che si rendevano conto di essere capitate lì dentro... per caso. Molti non hanno gradito la satira pungente dell'autore romagnolo e più persone (2) si sono alzate e se ne sono uscite dal teatro (uno dei quali in maniera piuttosto plateale, dirigendosi verso il palco "IO ME NE VADO, SONO STUFO!"). L'interessante era vedere le reazioni di Daniele davanti a questi comportamenti. Lui non faceva altro che "caricarsi", nell'incontro pomeridiano ha confessato di "galvanizzarsi" nel vedere reazioni di sconcerto da parte di un pubblico di abbonati. "non si predica solo ai convertiti".
Alla fine, quelli che erano rimasti dopo il bis lo hanno premiato con un lunghissimo applauso, nella speranza di rivederlo al più presto con un nuovo monologo. agari al teatro Estravagario, più consono alle sue corde.
Il pensiero va a Giulia, che purtroppo, dopo che io gli ho osannato per un anno intero la comicità di Luttazzi, dopo che sono riuscito a trovarle l'ultimo biglietto sulla faccia della terra, è dovuta rimanere a casa, stroncata da un influenza. Guarisci presto.
Balsam (un lutazziano DOC)







