venerdì, 19 gennaio 2007
Come direbbe il buon vecchio Professor Fontecedro...
COSMICO

Due ore e un quarto di puri addominali. Non un momento di piatta. Se non ridevi per almeno due minuti sapevi che quella era solo la preparazione per una battuta talmente grossa che ti avrebbe fatto dimenticare ogni cosa. Lo spettacolo è iniziato (in orario) con una parte, abbastanza lunga, di puro gioco surreale alla Luttazzi, quella comicità di cui si è reso uno dei più grandi divulgatori, derivata direttamente dai racconti di Woody Allen. Un fuoco incrociato di battute sopratutto sul sesso, con cui per più di un'ora ci intrattiene raccontandoci di tutte le più singolari esperienze in materia della sua vita.

Nella seconda parte il registro cambia, l'argomento diventa più... serio, e quindi, visto che si parla di Luttazzi, più divertente. Qui inizia la vera e propria satira, che (ce ne stupiamo sempre) è VERAMENTE cattiva.
(cattiva nel sensobuono della parola)
Le vittime prescelte qui sono i politici e quelli che lui chiama "i paraculo del tubo catodico".
E non risparmia nessuno: Pippo Baudo, Serena Dandini, Daria Bignardi, Mentana, FABIO FAZIO!! Al quale imputa la colpa di aver condotto un'intervista incensatoria a Marcello Dell'Utri senza neanche una domanda sui suoi recenti processi.

E che dire della Chiesa. Se se la sono presa pe Fiorello non mi immagino cosa sarebbero stati capaci di fare se fosse andato in onda questo spettacolo. Riaperto il Tribunale dell'Inquisizione? "Sarebbe un idea" deve aver pensato qualcuno ieri sera.

Luttazzi non risparmia nessuno, il Papa, i cardinali, Gesù Cristo ("ogni volta che entro in chiesa penso: 'Cazzo che addominali che ha Gesù...' "), ma Daniele va oltre, si mette a parlare persino della Fede, argomento che molti comici (Fo e altri) non si sognerebbero mai di trattare. A Luttazzi sembra non importargli niente, infatti il suo ormai famoso assioma "se Dio avesse voluto che credessimo in lui, sarebbe esistito" lascia sbigottiti parecchi spettatori.

Una nota a parte a questo punto la meritano, appunto, gli spettatori che sono venuti a vedere lo spettacolo. Va fatto notare che la tappa di Verona era un anteprima, in quanto il monologo debutta ufficialmente il 26 gennaio a Bologna. Questa per lui era una possibilità di mettere a punto alcune battute nuove e provare le reazioni per quelle vecchie, inoltre era uno spettacolo per gli abbonati! Quindi non solo persone che SCELGONO di uscire di casa per andarlo a vedere. Si sentiva nell'aria l'atmosfera tesa di quelle persone che si rendevano conto di essere capitate lì dentro... per caso. Molti non hanno gradito la satira pungente dell'autore romagnolo e più persone (2) si sono alzate e se ne sono uscite dal teatro (uno dei quali in maniera piuttosto plateale, dirigendosi verso il palco "IO ME NE VADO, SONO STUFO!"). L'interessante era vedere le reazioni di Daniele davanti a questi comportamenti. Lui non faceva altro che "caricarsi", nell'incontro pomeridiano ha confessato di "galvanizzarsi" nel vedere reazioni di sconcerto da parte di un pubblico di abbonati. "non si predica solo ai convertiti".

Alla fine, quelli che erano rimasti dopo il bis lo hanno premiato con un lunghissimo applauso, nella speranza di rivederlo al più presto con un nuovo monologo. agari al teatro Estravagario, più consono alle sue corde.

Il pensiero va a Giulia, che purtroppo, dopo che io gli ho osannato per un anno intero la comicità di Luttazzi, dopo che sono riuscito a trovarle l'ultimo biglietto sulla faccia della terra, è dovuta rimanere a casa, stroncata da un influenza. Guarisci presto.

Balsam (un lutazziano DOC)
postato da: balsam alle ore 21:29 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, 17 gennaio 2007


Tra 3 ore e mezza inizierà lo spettacolo Barracuda 2007 di Daniele Luttazzi, mi sto preparando per andare ad assistere all'incontro con il pubblico che D.L. tiene al foyer del teatro.

L'idea di vedere dal vivo questo mostro sacro della satira è invitante.

Vi farò sapere.
postato da: balsam alle ore 16:36 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 13 gennaio 2007
Ho aggiornato il blog.

un nuovo template, minimalista, senza stupidi orpelli. Un logo nuovo (liberamente tratto da Saul Bass) che, debbo dire, non mi convince già più. L'ho completato e uploadato 3 minuti fa' e mi sembra già stantio, una stupida rielaborazione grafica di un capolavoro del design. Penso che lo cambierò resto. Molto presto.

Post in attesa: Eukalypto


postato da: balsam alle ore 18:05 | Permalink | commenti
categoria:cinema, news, diario
lunedì, 08 gennaio 2007
Bartender: "Come lo vuole il suo Vodka-Martini? Agitato o mescolato?"
James Bond: "Che cazzo vuoi che me ne freghi"




Ecco, con questa citazione potrei anche chiudere la mia recensione di Casinò Royal, il nuovo film (il ventunesimo) della fortunata serie di James Bond, l'agente doppio-zero (con licenza d'uccidere), che ormai ci strapazza i maroni con le sue improbabili avventure da più di 40 anni.

Anche se rischio (?) di contraddirmi, lo ammetto. Io sono un gran fan di James Bond, ho adorato i libri (il migliore? "Una Cascata di Diamanti" uno dei film peggiori purtroppo). Non mi azzarderei mai, come fece J. F. Kennedy in un intervista a mettere "Dalla Rusia con amore" tra i 10 libri da salvare da un olocausto atomico, ma devo ammettere che i racconti contenuti in "Solo Per I Tuoi Occhi" mi fecero, a suo tempo, sussultare sulla sedia, come se avessi "scoperto" un genio letterario.

Come non citare "Un Quantum di Sicurezza" un raccontino di 60 pagine tutto amientato a un party a casa del Governatore della Giamaica, tutto concentrato su un dialogo tra Bond e lo stesso governatore su vecchie storie, pettegolezzi, sugli abitanti dell'isola. Un Bond senza scene d'azione, senza marchingegni di Q, senza benne donne (che fanno sempre prontamente una brutta fine). Un racconto che tira fori dal personaggio tutte le sue ansie e preoccupazioni per il futuro, prima fra tutte il matrimonio, che 007 sognerebbe con una hostess, una ragazza semre sorridente e prota a portarti un drink quando ne hai bisongo. Ovviamente Vodka-Martini. Ovviamente agitato e non mescolato. Anzi no. "Chi cazzo se ne frega".

P.S. Ovviemtne in questo post non ho parlato del film nelle sale, non ne avevo neanche intenzione. Forse volevo solamente scrivere un altro post per venire notato da quella elite di Cinebloggergs a cui aspiro a entrare a far parte (ma non succederà mai, dopo un post del genere, talmente inutile... talmente poco... cinefilo).

P.P.S. Comunque il film è carina, anzi forse PIU' che carino. Eva Green è moooolto più che carina. Il fatto che dopo il logo della MGM non ci fosse la usuale Gunn Barrel Sequence mi aveva quasi fatto venire la volgia di prendere e uscire dalla sala, ma sono stato ripagato. Una buona sequnza iniziale che sembra uscita da un video di YouTube sul parkour. Una buona partita a poker. La sequenza della rianimazione... a distanza. La sequenza della tortura (che mi ha lascato comunque deluso, chissa cosa sarebbe stato capace di tirarne fuori il buon vecchio Quentin Tarantino).

P.P.P.S. La scena a Venezia è completamente inutile.

Balsam, redivivo.
postato da: balsam alle ore 22:35 | Permalink | commenti (4)
categoria:cinema
martedì, 02 gennaio 2007
zitti zitti, non ditelo a nessuno. Anzi no! Ditelo a tutti quelli che conoscete! Spargete la voce ai vostri amici, vicini di casa, cardinali di fiducia e termosifoni...

ERASE LAST PARAGRAPH

E' dura ricominciare.. sarà un anno che non scrivo più su questo blog, dopo un po' si perde anche l'abilità alla tastiera, infatti in queste 4 righe ho già fatto 42 errori di battitura.

Questo è un post in attesa, potete anche non leggerlo, non vi dirà assolutamente niente, sono solo parole messe in fila per, così - come posso dire - riprendere confidenza con la "forma blog".

prometto, domani scrivo un post bello lungo, di cinema, sesso, capodanno, propositi per il MMVII.

P.S. Ah.. ho appena finito di vedere La Tigre e La Neve di Benigni.... beh devo dire che è proprio un bel film, nel panorama Italiano un film del genere è cosa rara, finalmente un film buonista non banale. Come dice Roberto nel film, non bisogna confondere la banalità con la semplicità, la semplicità è una grandissima cosa... e benigni, come pochi altri, questa cosa... ce l'ha.

P.P.S ...e poi c'è Tom Waits che canta You Can Never Hold Back Spring... sublime, trasporta il film in un altra galassia, veramente



vi prometto un post più serio al più presto...

good night,
postato da: balsam alle ore 16:33 | Permalink | commenti (1)
categoria:diario