martedì, 29 maggio 2007
Ha piovuto molto oggi, ha grandinato, dalle finestre della mia cucina ho potuto assistere ad uno spettacolo bellissimo: tutti i tetti del quartiere come spazzati da una nuvola bianca molto veloce. Il tutto condito dal rumore quasi erotico dei chicchi di grandine che colpivano le grondaie. Ho fatto due foto. Due foto mosse. Potevo rifarle, ma ho deciso che quella era una sensazione che era meglio tenermela per me, e non sprecarla su Flicrk... se capite cosa intendo.

In questo momento sto ascoltando I Wish I Knew How It Would Feel To Be Free cantata da Nina Simone, la grandissima Nina Simone. E' mezzanotte e 42 e fuori piove ancora, in televisione, nell'altra stanza, c'è Tosi in collegamento a Porta a Porta. Cazzo. Hanno vinto. Ha vinto la paura, ha vinto lo stato di polizia. Ha vinto la Lega. Ha perso (a questo punto se la sono meritata) la sinistra.

Mr Bojangles sarà pure la canzone preferita da Robbie Williams, ma è una gran bella canzone.

Penso che la musica sia la più alta forma d'arte. Darei un braccio per poter scrivere bella musica. Perché è ancora possibile scrivere bella musica! Io ci credo, riuscire a fare quello che è riuscito a fare Shostacovich con il genere sinfonistico o con i suoi quartetti d'archi. C'è ancora la possibilità di scrivere un GRANDIOSA partitura orchestrale, io ci credo fermamente e vorrei essere io quello che lo farà. Purtroppo non mi sono mai impegnato troppo nello studio della musica e sono troppo pigro/vigliacco per mettermi adesso a imparare, quindi penso proprio che dovrò rinunciare ad un sogno di gloria nell'olimpo dei compositori. Una preoccupazione in meno.

Questo post non è altro che una piccola esercitazione retorica. Ultimamente non sono molto comunicativo quindi pensavo che magari scrivendo un lungo post sul blog sarei riuscito a riappropriarmi di un po' di quella fiducia in me stesso. Sono giorni che io devo parlare a due persone, per me è importantissimo riuscire a comunicare con loro, ma non riesco mai a trovare la forza per farlo. Ai loro occhi sembrerò un vigliacco. E lo sono. Queste due persone (le loro iniziali sono T. W. e A. C.) o come l'impressione che in un futuro prossimo potranno avere una grossa importanza nella mia vita, ma lo stesso non faccio niente per far evolvere la situazione. Sono un bambino. E mi merito di soffrire.

Giulio Rasi, mr. Idle.

P.S. Mi raccomando non prendete troppo sul serio quello che ho scritto, non ho bisogno di consolazioni. Le mie sono constatazioni.
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categoria:diario, verona
giovedì, 24 maggio 2007
Acido Pastello - Anita e Michele

Ovvero come realizzare foto scadenti in un formato molto costoso parte seconda

Oggi è il turno delle foto musicali, ovvero quelle scattate dopo una sessione di prove degli Acido Pastello nella suggestiva cornice del centro sociale del Saval e quelle dopo l'ultimo concerto degli Heterophobic Bananas al Jameica.

Questa volta mi sono divertito a sperimentare sui colori e sulle esposizioni multiple, anche grazie ad un rullino scaduto (gennaio 2001) gentilmente concesso dalla signorina Anita Richelli. Mi aspettavo qualcosa di meglio, ma sono complessivamente soddisfato del risultato.

E ora non so cosa scrivere... Ah sì. Non si vive di sola fotografia. O di sola musica. Ogni tanto c'è anche il cinema. Annuncio ufficialmente il mio ritorno al lavoro con un piccolo cortomentraggio che ho finito di scrivere oggi. Titolo provvisorio: Time Loop. Attori: Giulio Bogoni, solo lui. Non ho volgia di spiegare troppo la trama, ma dico solo che sarà la mia versione in chiave moral-metafisica delle comiche anni 30. Un mix tra Saw - L'enigmista e le comiche di Stanlio e Ollio. Spero vi piaccia. Inizio delle riprese: il prima possibile, anche dopodomani.

Basta, per oggi ho scritto anche troppo, devo riabituarmi alla "forma-blog", ho perso un po' la mano negli ultimi tempi. La prossima volta aspettatevi un capolavoro, o come minimo un resoconto delle riprese.

Giulio

Vai alle foto (questa non è un'esercitazione)
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categoria:cinema, news, diario, photos, fotografia, acidopastello
giovedì, 17 maggio 2007
Anita

Esattamente 6 giorni fa comprai una macchina fotografica giocattolo, la celeberrima Holga .

Quello stesso sabato la portai a Valeggio al diciottesimo di Anita. QUeste sono le foto che ho fatto.

Vai alle foto.



P.S. in effetti potevo permettemri un post un po' più... come dire... "lirico". Vabbè, rimedierò più tardi. ANzi no. Chissenefrega.
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martedì, 08 maggio 2007
Oggi scartabellando tra i vecchi documenti è venuto fuori un racconto che avevo scritto 4 anni fa...forse ero ancora alle medie, o forse era uno dei primi compiti a casa per la nuova insegnante di italiano al ginnasio (tale Zenatello, che molto mi incitò nella mia passione per i racconti... non è servito a molto). Beh rileggendolo si sentono molto le influenze del periodo (Marco Ponti su tutti).

Scusate il linguaggio e la prosa infantili, dovete sapere che anche allora mi provocavano imbarazzo, un imbarazzo talmente grande che ha fatto si che smettessi presto di scrivere brevi novelle. IUn buon risultato, quando si dice il "trauma rielaborato". Rielaborato un cazzo.

Beh, pigliatevi questo racconto che sintetizza bene quello che sto provando dentro di me in questi giorni. Credo.

Lei è in bagno adesso di Giulio Rasi

Lei è in bagno adesso… Non si può usare il WC quando si fermi in stazione vero? Mi pare che il treno stia rallentando… Dovremmo essere quasi al Brennero… Forse è meglio se vado ad avvertirla… No, è meglio di no.

Questa mattina mi sveglio alle 6.00 per prendere il treno delle 6.40 (Modena Verona Brennero Innsbruk e così via).
Doccia veloce, carico le valigie sulla bicicletta e parto.
Fuori tutto il quartiere sembra coperto da una leggera nebbiolina.
È solo una mia impressione o è dato dal fatto che sono le sei della mattina? Boh.
Questa è forse l’ultima volta che vedo questi palazzi. Dovrebbe essere un momento triste, ma non ho nessun bel ricordo di questo posto. Per questo che parto.
Accidenti che tardi! Non voglio perdere il treno.
In bicicletta penso che avevo dato appuntamento agli Skorpions alle nove davanti al biliardo. Chissà come ci rimarranno male.
Io devo un sacco di soldi agli Skorpions ( che nome stupido, ah per intendersi, sono una gang di fascisti e pure strozzini), a dire il vero devo un sacco di soldi a tutta la città.
La mia idea era quella di chiedere in prestito quanti più soldi potevo a più gente che potevo, partire per fare il giro del mondo; vedere la Muraglia Cinese, il Golden Gate, le piramidi, il Taj Mahal, vedo l’aurora boreale e Capo Horn e lì, alla fine, mi ammazzo.
Purtroppo è andato tutto diversamente, è morto mio padre, ho dovuto pagare tutti i suoi debiti. Ma comunque adesso parto per un viaggio, più breve, certo, e non penso di tornare mai più.

Alla stazione ad aspettarmi c’è lei, Nina, una ragazza di Barcellona in Italia per studio. È lei che mi ha convinto, in poco tempo, a fare questo viaggio. Percorrere il Danubio, dalle sorgenti a Vienna in bicicletta, senza macchine al seguito; i pochi bagagli sono tutti caricati sulle bici.
Non è proprio quello che mi aspettavo come Grande Ultimo Viaggio, ma con i soldi che mi sono rimasti mi accontento.

Al Brennero scendiamo per prendere la coincidenza per Donaueschingen, le sorgenti del Danubio, Foresta Nera.
È qui che parte il mio viaggio…


Questa mattina siamo arrivati a Vienna.
È la fin del nostro viaggio.
È la fine del MIO viaggio.
Nina ci è rimasta un po’ male quando l’ho lasciata partire da sola alla stazione per tornare a casa.
Io non posso. Ho cercato di spiegarglielo. Lei è partita.
Adesso sono a un tavolino della caffetteria dell’Hotel Sacher. Davanti a me l’unica, inimitabile, ineguagliabile sachertorte. Con panna a parte.
Il mio ultimo pasto.
Addio.

Dante Cruciani
(1975 – 2004)
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sabato, 05 maggio 2007
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mercoledì, 02 maggio 2007
"Dopo una salita spesso c'è un'altra salita"


go visit my new space at MySpace.com/giuliorasiband !
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categoria:diario
martedì, 01 maggio 2007
Dimenticatevi l'ultimo post, frutto di una mente irresponsabile. (Call me irresponsible).

Sono stati giorni intensamente vuoti. Grecia, Ouzo, musica, Fender, notti bianche finite prima del previsto.

L'azzardo è il più grande artista, scriveva Honorè de Balzac. Ecco, in questo momento mi sento come il più fallito degli artisti, al gradino più basso della scala di creatività sociale. Sono mesi (quasi un anno) che non produco qualcosa di degno di nota. Devo riprendermi, ma più mi sforzo di capire che cos'è che mi tira giù, più vengo attratto da questa specie di calamita invisibile e malvagia. Una calamita che mi vuole morto (intellettualmente parlando).

Devo fare un film. Anche una cosa cortissima, devo fare qualcosa.

Davanti a me vedo solo giornate buie chiuso nella mia camera a guardare video su YouTube, a muovere senza motivo un mouse sulla scrivania, non accorgendomi che la giornata (la mia vita) sta letteralmente sfumando.

Arriva sera, spengo il computer. Vado a letto, guardo il soffitto. Penso che non c'è via d'uscita. E' così e sarà sempre così. Ne sono sicuro.

Questo post sta vertiginosamente precipitando verso la più inquietante malinconia (che schifo di frase, non riesco neanche più a scegliere gli aggettivi giusti). E' tempo di chiudere, domani forse scrivo dell'altro.
Forse.
Se non dovessimo più sentirci, ADDIO.

Giulio Rasi

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P.S. apprendo ora (Rolling Stone n. 43) che Andy Nicholson, l'ex bassista degli Arctic Monkeys, aveva deciso di lasciare il gruppo a causa dello stress post-successo internazionale, e per dedicarsi alla sua vera passiona... fare il DJ. Non sto scherzando è vero.

(Questa nota a margine era per chi si trovava sul traghetto Partesso - Ancona il 27 aprile)
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categoria:diario