Ultimo acquisto per la mia macchina fotografica: un obiettivo 50 mm f1.8
Ideale per i ritratti.
Per il fatto di avere un'apertura focale a 1.8, ovvero con profondità di campo molto ridotta, ideale per creare quell'effetto "sfocatura" (che poi in realtà non è così) attorno al soggetto, davanti e dietro al soggetto.
L'idea è quella di creare un piano orizzontale in cui tutto sia perfettamente nitido. Invece spostandosi avanti e indietro anche solo di qualche centimetro si perda qualsiasi forma propria, per diventare indistinti nella confusione del mio xyzsuiojfsd con sdj (ok, lo ammetto, qui non sapevo dove andare a parare)
Io, fotograficamente parlando, sono sempre stato un amante della profondità di campo, sono wellsiano nell'animo, un amante (al cinema) del 28mm e (in fotografia) del 10mm. Tutto a fuoco, tutto distorto, tutto in campo. L'uomo preso nella sua interezza. Quasi come se sentissi il bisogno di un sguardo totale. Come se avessi paura che, lasciando qualcosa fuori campo, la mia opera non venga compresa, da qui la scelta (opportunistica) del grandangolo.
Ultimo acquisto: un 50 mm f1.8, quanto di più lontano esista dalla mia precedente idea di fotografia. Particolari, sfondi confusi, definizione maggiore, sensualità maggiore. Me ne sono innamorato.
Alla festa della Luci ho portato i miei due "estremi" tecnici: il 10-22 e il 50.
Ne è venuta fuori una strana disarmonia, un altalenante cambio di prospettive. Sulla gente.
Giulio is back in town