giovedì, 18 ottobre 2007


Mi è quasi impossibile parlare di questo film. E' stato un tale shock che veramente faccio fatica a trovare le parole.
L'umanità che viene fuori dal nuovo capolavoro Pixar è qualcosa che travalica i confini stretti del cinema. Davanti a tale grandezza tutti noi spettatori andati al cinema (con aria snob) ci sentiamo come Anton Ego, il critico culinario. Siamo senza parole, vorremmo andare a chiamare il cuoco, quel buffo, basso, grasso Brad Bird per fargli i complimenti, inchinarci a cotonata classe. Ma non è solo questo. Sento che più ne parlo, più lo degrado.

Questo film merita più e più visioni. Appena posso ritorno. Come Anton a "La Ratatouille".

P.S. vorrei parlare del corto "Lifted", ma non ce la faccio. E' tutto così... falsato.
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categoria:cinema, diario
domenica, 01 luglio 2007
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7 – 6 – 2007
Ultimo giorno di scuola. Finisce un anno. Il solito spumantino (che neanche avessimo vinto il gran premio) sulle scale fuori. Qualche saluto fuori. Tanto ci rivediamo tra poco. Con alcuni forse no. Con alcuni forse è l’ultima volta che parlo in vita mia. Chissà cosa ci può portare questa estate. Morte e distruzione. Chissà.

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7 – 6 – 2007
(nota, è lo stesso giorno, che giorno…)
In qualche modo, non so ancora bene come, vengo trascinato da Frank e Cocco a Milano a vedere il concerto dei White Stripes, band che adoro da quando li ho scoperti attraverso i video di Gondry. Che dire.. dal vivo sono fenomenali, lui è fenomenale. Come riesce a reggere tutto uno show di un’ora e mezza sulle sue spalle. Suona tutto. Urla. Mai sentite chitarre talmente sparate con il gain al massimo. Meg è una bomba. Suona molto meglio di quanto mi ricordassi dai dischi. Regge tempi assurdi, con delle sonorità che spaziano dal Haevy più heavy al jazz alla Max Roach. E poi canta. Quella “Cold, cold night” me la ricorderò per un pezzo, penso. Ovviamente nel finale “Seven Nation Army”. Temevo che sarebbe scoppiato il solito coro da stadio, invece tutto a avvenuto in maniera molto più soft. Quasi poetica. Un grandissimo show. Tornato a casa (della sorella del Frank) ho chiuso gli occhi per un momento. Le orecchie fischiavano. Nella retina era ancora impresso quel rosso sangue della scenografia. Cosa dire…

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9 – 6 – 2007
e 12 – 6 – 2007
(due feste, due forfait)
Rieccomi a parlare della mia musica. Della nostra musica. Del nostro gruppo, rinominato per poco “Camera Stilo” da un mio suggerimento. In quei giorni siamo stragasati. Almeno, io lo sono. Abbiamo due feste in cui suonare. LA prima più impegnativa, a casa di Anita, in cui si alterneranno molti gruppi di amici e parenti. La paura incomincia a subentrare in noi. C’è il rischio del confronto ovviamente, ma decidiamo di provarci. Al sound-check capiamo subito che qualcosa non va. Siamo sballati, non ci ricordiamo gli attacchi (almeno, io non mi ricordo gli attacchi). Con grande umiltà (parolona…) decidiamo di dare più spazio agli altri gruppi e di toglierci dalla scena.
Serata memorabile, ottime performance dei Jockers e (soprattutto) degli Ancher, che non avevo mai avuto l’occasione di sentire dal vivo. Torno a casa parzialmente contento (avevo comunque suonato un quarto d’ora all’inizio con gli Acido Pastello), ma comunque pieno di speranze nella data successiva, al diciottesimo di Giulio Raffa.
(…) che dire… purtroppo il caso o qualcun altro ce l’ha con noi. Quel giorno stesso Zeno (il batterista) viene chiamato dal suo capo che gli dice che quella sera deve lavorare. Tutto saltato, propongo una jam di improvvisazione acustica, ma non ha molto seguito. Mi avvio alla festa leggero (senza la nuova chitarra che avevo comperato il giorno stesso, vedi sotto), solo con una macchina fotografica, con la speranza almeno di riuscirà a tirarne fuori qualche bello scatto. In un certo senso così è stato. Poche belle foto, alcune interessanti, molte banali. Ma l’arte è così, bisogna TENTARE per riuscire.

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12 – 6 – 2007
La mia prima vera e propria chitarra. Una Ibanez AF75 BS serie Artcore. Una gran chitarra, proprio quello che volevo io. Semi acustica, con due Humbuckers per tirarci fuori qualsiasi suono mi passi per ma mente. Compro anche uno slide e mi esercito con qualche accordatura aperta. Non mi sono mai divertito tanto con uno strumento musicale in vita mia. Per tre giorni la suono di continuo, da quando mi sveglio a quando vado a letto. Una goduria.

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14 – 6 – 2007
Finalmente inizio le riprese del mio nuovo corto “Time Loop”. Per quel giorno ho previsto solo le scene più complesse, quelle delle cadute. Trasportiamo a fatica un materasso sul set e giriamo tutte le inquadrature che mi servono. Purtroppo una macchina parcheggiata in un vicolo mi impedisce di completare il resto della scena che avevo in programma. Forse per perfezionismo, forse per pigrizia mentale, decido di interrompere lì le riprese e di ricominciare quando sarei tornato da Corfù (Greece). Il materiale è comunque buono, le cadute sono realistiche e l’effetto slapstick è assicurato.

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dal 17 – 6 – 2007 al 27 – 6 – 2007
Questo periodo di tempo possiamo intitolarlo “La Mia Vita a Corfù (Greece)”. Niente di particolarmente interessante. Solo due cose: ho letto parecchi libri (alcuni notevoli, esempio “On the road” di Kerouac, “Hot Kid” di Leonard, “Lullaby” di Palahniuck e (un bel pezzo di) “Du cote de chez Swann” di Proust) e ho iniziato un progetto fotografico che si intitolerà Underworld e sarà composto da tre parti: Underwater, Underwear e Underground.
Armato di una macchina subacquea usa e getta ho girato le spiagge in cerca di ritratti da scattare sott'acqua (questo il senso della prima parte di Underworld), fortunatamente ho trovato gente molto simpatica e disponibile che si è fatta immortalare da questa specie di pervertito vouyeurista (io me). Potete vedere alcune foto sulla mia pagina di Flickr.

Per ora è tutto. Venerdì vado a Ferrara a sentire i Sonic Youth e il loro Daydream Nation Tour. Sono abbastanza eccitato. Poi forse partirò per Klaghenfurt per qualche giorno a fare visita a un’amica. Si vedrà.
Penso che farò più post riassuntivi come questo nel futuro. Sono più divertenti e più utili (a me) a vedere la cosa da una certa prospettiva. Quella del tempo.
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categoria:cinema, news, diario, photos, fotografia, verona, acidopastello
giovedì, 24 maggio 2007
Acido Pastello - Anita e Michele

Ovvero come realizzare foto scadenti in un formato molto costoso parte seconda

Oggi è il turno delle foto musicali, ovvero quelle scattate dopo una sessione di prove degli Acido Pastello nella suggestiva cornice del centro sociale del Saval e quelle dopo l'ultimo concerto degli Heterophobic Bananas al Jameica.

Questa volta mi sono divertito a sperimentare sui colori e sulle esposizioni multiple, anche grazie ad un rullino scaduto (gennaio 2001) gentilmente concesso dalla signorina Anita Richelli. Mi aspettavo qualcosa di meglio, ma sono complessivamente soddisfato del risultato.

E ora non so cosa scrivere... Ah sì. Non si vive di sola fotografia. O di sola musica. Ogni tanto c'è anche il cinema. Annuncio ufficialmente il mio ritorno al lavoro con un piccolo cortomentraggio che ho finito di scrivere oggi. Titolo provvisorio: Time Loop. Attori: Giulio Bogoni, solo lui. Non ho volgia di spiegare troppo la trama, ma dico solo che sarà la mia versione in chiave moral-metafisica delle comiche anni 30. Un mix tra Saw - L'enigmista e le comiche di Stanlio e Ollio. Spero vi piaccia. Inizio delle riprese: il prima possibile, anche dopodomani.

Basta, per oggi ho scritto anche troppo, devo riabituarmi alla "forma-blog", ho perso un po' la mano negli ultimi tempi. La prossima volta aspettatevi un capolavoro, o come minimo un resoconto delle riprese.

Giulio

Vai alle foto (questa non è un'esercitazione)
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categoria:cinema, news, diario, photos, fotografia, acidopastello
sabato, 13 gennaio 2007
Ho aggiornato il blog.

un nuovo template, minimalista, senza stupidi orpelli. Un logo nuovo (liberamente tratto da Saul Bass) che, debbo dire, non mi convince già più. L'ho completato e uploadato 3 minuti fa' e mi sembra già stantio, una stupida rielaborazione grafica di un capolavoro del design. Penso che lo cambierò resto. Molto presto.

Post in attesa: Eukalypto


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categoria:cinema, news, diario
lunedì, 08 gennaio 2007
Bartender: "Come lo vuole il suo Vodka-Martini? Agitato o mescolato?"
James Bond: "Che cazzo vuoi che me ne freghi"




Ecco, con questa citazione potrei anche chiudere la mia recensione di Casinò Royal, il nuovo film (il ventunesimo) della fortunata serie di James Bond, l'agente doppio-zero (con licenza d'uccidere), che ormai ci strapazza i maroni con le sue improbabili avventure da più di 40 anni.

Anche se rischio (?) di contraddirmi, lo ammetto. Io sono un gran fan di James Bond, ho adorato i libri (il migliore? "Una Cascata di Diamanti" uno dei film peggiori purtroppo). Non mi azzarderei mai, come fece J. F. Kennedy in un intervista a mettere "Dalla Rusia con amore" tra i 10 libri da salvare da un olocausto atomico, ma devo ammettere che i racconti contenuti in "Solo Per I Tuoi Occhi" mi fecero, a suo tempo, sussultare sulla sedia, come se avessi "scoperto" un genio letterario.

Come non citare "Un Quantum di Sicurezza" un raccontino di 60 pagine tutto amientato a un party a casa del Governatore della Giamaica, tutto concentrato su un dialogo tra Bond e lo stesso governatore su vecchie storie, pettegolezzi, sugli abitanti dell'isola. Un Bond senza scene d'azione, senza marchingegni di Q, senza benne donne (che fanno sempre prontamente una brutta fine). Un racconto che tira fori dal personaggio tutte le sue ansie e preoccupazioni per il futuro, prima fra tutte il matrimonio, che 007 sognerebbe con una hostess, una ragazza semre sorridente e prota a portarti un drink quando ne hai bisongo. Ovviamente Vodka-Martini. Ovviamente agitato e non mescolato. Anzi no. "Chi cazzo se ne frega".

P.S. Ovviemtne in questo post non ho parlato del film nelle sale, non ne avevo neanche intenzione. Forse volevo solamente scrivere un altro post per venire notato da quella elite di Cinebloggergs a cui aspiro a entrare a far parte (ma non succederà mai, dopo un post del genere, talmente inutile... talmente poco... cinefilo).

P.P.S. Comunque il film è carina, anzi forse PIU' che carino. Eva Green è moooolto più che carina. Il fatto che dopo il logo della MGM non ci fosse la usuale Gunn Barrel Sequence mi aveva quasi fatto venire la volgia di prendere e uscire dalla sala, ma sono stato ripagato. Una buona sequnza iniziale che sembra uscita da un video di YouTube sul parkour. Una buona partita a poker. La sequenza della rianimazione... a distanza. La sequenza della tortura (che mi ha lascato comunque deluso, chissa cosa sarebbe stato capace di tirarne fuori il buon vecchio Quentin Tarantino).

P.P.P.S. La scena a Venezia è completamente inutile.

Balsam, redivivo.
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categoria:cinema
sabato, 14 maggio 2005
Bello, veramente bello

checche ne dicano i giornalisti a Cannes, a me questo film è veramente piaciuto. Non è ai livelli di Elephant, ma siamo sulla buona strada.

Un uomo, un cantante, un dio della musica, un certo Blake (o Kurt Cobain) gira, come nei corridoi di una scuola, per i boschi nei dintorni della sua villa di campagna, a casa sua sono alloggiati dei suoi amici, colleghi. Ma lui gira, niente lo può soffermare, nemmeno la madre, dai suoi ultimi pensieri.

Sembra scrivere: canta, suona, compone, mangia (male). Attorno a lui un universo parallelo: impiegati delle pagine gialle, mormoni, agenti, detective privati.

Gli ultimi giorni del messia del Grunge visti dagli occhi impassibili di Gus Van Sant.
Un uomo che gira. E Gus che non smette di girare...

e poi muore. Kurt.

titoli
postato da: balsam alle ore 22:30 | Permalink | commenti (4)
categoria:recensioni, cinema, cannes
mercoledì, 11 maggio 2005
Oggi inauguro una nuova serie di post dedicati al più grande festival del cinema del mondo, qullo che si svolge ogni anno nella amena(!) località di Cannes nel sud della francia. Oggi con la cerimonia d'apertura e la presentazione del primo film 'Lemming' è iniziato ufficalmente quello che si preannuncia come un festival all'insegna degi autori: da Wim Wenders a Lars Von Trier, da Jim Jarmush a Woody Allen, da George Lucas e Robert Rodriguez. La Giuria è presieduta da un Emir Kusturica (foto sotto) stranemente sbarbato e a riposo.

Quasta sera sono stati visti aggirarsi per il centro la coppia Woody Allen e la moglie Soon Yi: domani si lavora: è il giorno di Match Point nuovo film del prolifico regista neworchese presentato fuori concorso.

state collegati per ulteriori aggiornamenti
postato da: balsam alle ore 20:44 | Permalink | commenti
categoria:cinema, cannes
domenica, 08 maggio 2005


Ecco, ancora una volta noi italiani ci facciamo riconoscere come quelli che storpiano di più i titoli stranieri. Dopo gli sciempi fatti ai film di Truffout e a 'Eternal Sunshine of the Spotless Mind' anche in questo bellissimo film spagnolo riusciamo a meterci del nostro. Il titolo originale 'Crimen Ferpecto' allude al fatto che, qundo il protagonista va a comprarsi il DVD di Delitto Perfetto di A. Hitchcock (in spagnolo Crimen Perfecto), alla cassa viene battuto come Crimen FerPecto; a questo punto il protagonista si demoralizza, il suo piano deve essere PerFetto, non Ferpetto, non deve esserci neanche un errore. Per il resto è tutto doppiato alla perfezione, con bellissime voci.

Ma andiamo al film. Premetto che io adoro tuti i film ambientati nei grandi magazzini da Tempi Moderni a Le Comiche con Pozzetto e Villaggio. In questi film c'è sempre un atmosfera da mini mondo, se ci persate in un grande magazzino c'è tutto, ci si può passare un bel po' di tempo senza mai uscirne, figuratevi una notte. Ed è proprio in questo che consiste 'il trattamento' che il nostro protagonista concede alle sue amanti: una notte a fare l'amore nel reparto arredamento del negozio, saltando da un letto matrimoniale a una culla per bambini (!). Il nostro è il responsabile del reparto abbigiamento femminile del magazzino Yoyo's nel centro di Madrid. Sta aspettando una promozione da anni che però viene data al suo peggior nemico: il collega del reparto abbigliamento maschile. In una lite violenta tra i due, il neo capo muore e il protagonista decide di disfarsi del cadavere.

La storia continua con dei risvolti Comico-amorosi-tragico-neri, ma la mia parte preferita finisce qua. Devo ammettere che nella seconda parte ho apprezzato molti particolari come la famiglia della commessa con cui è costretto a stare, ma raccontarvelo mi costringerebbe a spiegarvi cosa è successo, cosa che non voglio fare perchè:
1. non vi volgio rovinare tutto il film
2. non ho voglias di scrivere e me ne vado a mangiare

addio, andatelo a vedere, non è un film perfetto è ferpecto (perfetto a metà)

Scheda di 35mm
postato da: balsam alle ore 18:06 | Permalink | commenti (1)
categoria:recensioni, cinema
sabato, 23 aprile 2005
è finita... o forse no?

Oggi sul sito KongisKing.net è uscita l'ultima production diary, sull'ultimo giorno di riprese (tirate fuori i fazzoletti, c'è aria di addii).

ma la cosa che più interessa ai fan è sapere se il regista neozelandese ha ancora intenzione di pubblicare i documentari anche durante la Post produzione...
ebbene Sì!
stando alla sue parole ne dovrebbero uscire uno a settimana, già dalla settimana prossima credo... percui state collegati.


vai al video (e alla pagina con tutti i video)
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categoria:cinema, kingkong, peterjackson
sabato, 16 aprile 2005
chiunque ultimamente segua le attività della Pamparasi Production sa benissimo della lavorazione di questo nuovo corto: "un Don Quixote"; ma chi come voi non è dentro ai meccanismi produttivi cinematografici, probabilmente non sapeva neanche che esistessimo (che periodo contorto).

Colgo l'occasione su questo blog (come Peter Jackson prima di me) per annunciare questa nuova opera e vi metto anche qualche immagine perchè possiate farvi un idea e anche perchè i nostri fan più sfegatati possano calmarsi alla vista delle suddette anteprime.

ma ciancio alle bande... emh, volevo dire: bando alla ciance ecco le foto:





vai alla pagina con tutte le foto
postato da: balsam alle ore 16:37 | Permalink | commenti (2)
categoria:cinema, news, pamparasi