giovedì, 17 gennaio 2008
long exposure

T R E foto scattate da me qualche giorno fa, in alta montagna. Lunga esposizione, almeno 10 secondi. Nevicava. Cioè, ha incominciato a nevicare subito dopo che ero uscito di casa con cavalletto e macchina. Ho dovuto rinunciare al mio cappello per salvaguardare la mia Canon dai pericoli della neve tra i circuiti.
L'immagine è bizzarra. 6 di sera. Strada di montagna. Un bizzarro ragazzo alto gira senza meta con un treppiede con sopra qualcosa, non si capisce cosa, per il semplice motivo che qualsiasi apparecchio vi è stato montato sopra non è visibile a causa del grosso colbacco di pelo che lo protegge. Il ragazzo si guarda intorno in cerca dell'ispirazione. Odio cercare l'ispirazione. E' una cosa che mi irrita, anzi, mi devasta.

Dopodomani suoniamo, come Kamerastilo. Sono eccitato.

Ho scoperto da poco che un mio amico vicino ha comprato nell'ordine:

Mac Pro
Apple Cinema HD Display (flat-panel da 23")
Apple Cinema HD Display (flat-panel da 23")
FInal Cut Studio 2

e... sì, non è un errore. Ha preso DUE schermi... questi registi...

per concludere, un video, dedicato a questo mio anonimo (così deve restare per il suo bene e del suo commercialista) amico. Lui capirà.

The Lost Creativity

ciaociao

GR
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categoria:news, diario, photos, fotografia, camerastilo musica
lunedì, 24 dicembre 2007


"Berlusca, ciucciami il cazzo!"

contro ogni previsione il governo Prodi è riuscito a mangiare il panettone (non odiate anche voi quest'immagine che usano ormai tutti, me li vedo io: in consiglio dei ministri, col loro piattino con fetta panettone e zabaione a parte).

Quest'anno sta finendo. Finalmente, io odio il 2007, per motivo puramente grafico: odio scrivere la cifra 2007... non so come mai, mi da fastidio, c'è un non so che di antiestetico in quel sette dopo due zeri. Finalmente.
2008. Molto meglio, no? Più fisico, voluttuoso, godereccio, sensuale. Se dovessi scegliere un personaggio shakespeariano sceglierei Falstaff (in realtà non so neanche di cosa parli il Falstaff, so solo che è grasso).

Ora mi vesto per andare al cenone di Natale. Cenone...

A tutti coloro che mi amano, un abbraccio grande.
A tutti coloro che mi odiano, che vi venga il colera.

No, dai, nessuno mi odia. Ancora.

best whisies

prrr

Giulio Rasi, in arte "Perdedor"
postato da: balsam alle ore 18:08 | Permalink | commenti (4)
categoria:diario
venerdì, 21 dicembre 2007
Camerastilo @ Maffei

Fischiano le orecchie.
Per il resto bene. Finalmente siamo riusciti a far sentire a qualche essere umano le nostre canzoni. Un set più che decente il nostro, da rifinire qua e là. Soprattutto la mia roba, accorciare, allungare, tagliare, invertire, sviluppare... questi sono alcuni dei propositi per il nuovo anno.

Più in là nella serata i sempre eccelsi Mighty Joe Young. Mi ricordo di gente che danzava e di una Marta Forti insolitamente ferma e riflessiva.

Qualcuno direbbe "ABBIAMO SPACCATO I CULI!!" Ma io no. Non sono il tipo e non credo che corrisponda alla verità. Quella di stasera è stata una prova, una prima prova pubblica del nostro materiale, in cui noi crediamo. Abbastanza.

Ringrazio chi ci ha fatto i complimenti. A tutte quelle ragazzine che hanno gridato il mio nome (gli altri tre sfigati si sono girati verso di me con aria molto interrogativa... eh... succede). Niccolò per la Coca-Cola. E qualcun'altro per qualcos'altro.

Buona notte e buona fortuna. "Adoro quel film!" (cit.)
postato da: balsam alle ore 22:38 | Permalink | commenti (2)
categoria:diario, camerastilo musica
giovedì, 18 ottobre 2007


Mi è quasi impossibile parlare di questo film. E' stato un tale shock che veramente faccio fatica a trovare le parole.
L'umanità che viene fuori dal nuovo capolavoro Pixar è qualcosa che travalica i confini stretti del cinema. Davanti a tale grandezza tutti noi spettatori andati al cinema (con aria snob) ci sentiamo come Anton Ego, il critico culinario. Siamo senza parole, vorremmo andare a chiamare il cuoco, quel buffo, basso, grasso Brad Bird per fargli i complimenti, inchinarci a cotonata classe. Ma non è solo questo. Sento che più ne parlo, più lo degrado.

Questo film merita più e più visioni. Appena posso ritorno. Come Anton a "La Ratatouille".

P.S. vorrei parlare del corto "Lifted", ma non ce la faccio. E' tutto così... falsato.
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categoria:cinema, diario
martedì, 16 ottobre 2007
Ultimo acquisto


Ultimo acquisto per la mia macchina fotografica: un obiettivo 50 mm f1.8

Ideale per i ritratti.

Per il fatto di avere un'apertura focale a 1.8, ovvero con profondità di campo molto ridotta, ideale per creare quell'effetto "sfocatura" (che poi in realtà non è così) attorno al soggetto, davanti e dietro al soggetto.

L'idea è quella di creare un piano orizzontale in cui tutto sia perfettamente nitido. Invece spostandosi avanti e indietro anche solo di qualche centimetro si perda qualsiasi forma propria, per diventare indistinti nella confusione del mio xyzsuiojfsd con sdj (ok, lo ammetto, qui non sapevo dove andare a parare)

Io, fotograficamente parlando, sono sempre stato un amante della profondità di campo, sono wellsiano nell'animo, un amante (al cinema) del 28mm e (in fotografia) del 10mm. Tutto a fuoco, tutto distorto, tutto in campo. L'uomo preso nella sua interezza. Quasi come se sentissi il bisogno di un sguardo totale. Come se avessi paura che, lasciando qualcosa fuori campo, la mia opera non venga compresa, da qui la scelta (opportunistica) del grandangolo.

Ultimo acquisto: un 50 mm f1.8, quanto di più lontano esista dalla mia precedente idea di fotografia. Particolari, sfondi confusi, definizione maggiore, sensualità maggiore. Me ne sono innamorato.

Alla festa della Luci ho portato i miei due "estremi" tecnici: il 10-22 e il 50.

Ne è venuta fuori una strana disarmonia, un altalenante cambio di prospettive. Sulla gente.

Giulio is back in town

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categoria:diario, photos, fotografia
domenica, 01 luglio 2007
Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

7 – 6 – 2007
Ultimo giorno di scuola. Finisce un anno. Il solito spumantino (che neanche avessimo vinto il gran premio) sulle scale fuori. Qualche saluto fuori. Tanto ci rivediamo tra poco. Con alcuni forse no. Con alcuni forse è l’ultima volta che parlo in vita mia. Chissà cosa ci può portare questa estate. Morte e distruzione. Chissà.

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7 – 6 – 2007
(nota, è lo stesso giorno, che giorno…)
In qualche modo, non so ancora bene come, vengo trascinato da Frank e Cocco a Milano a vedere il concerto dei White Stripes, band che adoro da quando li ho scoperti attraverso i video di Gondry. Che dire.. dal vivo sono fenomenali, lui è fenomenale. Come riesce a reggere tutto uno show di un’ora e mezza sulle sue spalle. Suona tutto. Urla. Mai sentite chitarre talmente sparate con il gain al massimo. Meg è una bomba. Suona molto meglio di quanto mi ricordassi dai dischi. Regge tempi assurdi, con delle sonorità che spaziano dal Haevy più heavy al jazz alla Max Roach. E poi canta. Quella “Cold, cold night” me la ricorderò per un pezzo, penso. Ovviamente nel finale “Seven Nation Army”. Temevo che sarebbe scoppiato il solito coro da stadio, invece tutto a avvenuto in maniera molto più soft. Quasi poetica. Un grandissimo show. Tornato a casa (della sorella del Frank) ho chiuso gli occhi per un momento. Le orecchie fischiavano. Nella retina era ancora impresso quel rosso sangue della scenografia. Cosa dire…

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9 – 6 – 2007
e 12 – 6 – 2007
(due feste, due forfait)
Rieccomi a parlare della mia musica. Della nostra musica. Del nostro gruppo, rinominato per poco “Camera Stilo” da un mio suggerimento. In quei giorni siamo stragasati. Almeno, io lo sono. Abbiamo due feste in cui suonare. LA prima più impegnativa, a casa di Anita, in cui si alterneranno molti gruppi di amici e parenti. La paura incomincia a subentrare in noi. C’è il rischio del confronto ovviamente, ma decidiamo di provarci. Al sound-check capiamo subito che qualcosa non va. Siamo sballati, non ci ricordiamo gli attacchi (almeno, io non mi ricordo gli attacchi). Con grande umiltà (parolona…) decidiamo di dare più spazio agli altri gruppi e di toglierci dalla scena.
Serata memorabile, ottime performance dei Jockers e (soprattutto) degli Ancher, che non avevo mai avuto l’occasione di sentire dal vivo. Torno a casa parzialmente contento (avevo comunque suonato un quarto d’ora all’inizio con gli Acido Pastello), ma comunque pieno di speranze nella data successiva, al diciottesimo di Giulio Raffa.
(…) che dire… purtroppo il caso o qualcun altro ce l’ha con noi. Quel giorno stesso Zeno (il batterista) viene chiamato dal suo capo che gli dice che quella sera deve lavorare. Tutto saltato, propongo una jam di improvvisazione acustica, ma non ha molto seguito. Mi avvio alla festa leggero (senza la nuova chitarra che avevo comperato il giorno stesso, vedi sotto), solo con una macchina fotografica, con la speranza almeno di riuscirà a tirarne fuori qualche bello scatto. In un certo senso così è stato. Poche belle foto, alcune interessanti, molte banali. Ma l’arte è così, bisogna TENTARE per riuscire.

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12 – 6 – 2007
La mia prima vera e propria chitarra. Una Ibanez AF75 BS serie Artcore. Una gran chitarra, proprio quello che volevo io. Semi acustica, con due Humbuckers per tirarci fuori qualsiasi suono mi passi per ma mente. Compro anche uno slide e mi esercito con qualche accordatura aperta. Non mi sono mai divertito tanto con uno strumento musicale in vita mia. Per tre giorni la suono di continuo, da quando mi sveglio a quando vado a letto. Una goduria.

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14 – 6 – 2007
Finalmente inizio le riprese del mio nuovo corto “Time Loop”. Per quel giorno ho previsto solo le scene più complesse, quelle delle cadute. Trasportiamo a fatica un materasso sul set e giriamo tutte le inquadrature che mi servono. Purtroppo una macchina parcheggiata in un vicolo mi impedisce di completare il resto della scena che avevo in programma. Forse per perfezionismo, forse per pigrizia mentale, decido di interrompere lì le riprese e di ricominciare quando sarei tornato da Corfù (Greece). Il materiale è comunque buono, le cadute sono realistiche e l’effetto slapstick è assicurato.

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dal 17 – 6 – 2007 al 27 – 6 – 2007
Questo periodo di tempo possiamo intitolarlo “La Mia Vita a Corfù (Greece)”. Niente di particolarmente interessante. Solo due cose: ho letto parecchi libri (alcuni notevoli, esempio “On the road” di Kerouac, “Hot Kid” di Leonard, “Lullaby” di Palahniuck e (un bel pezzo di) “Du cote de chez Swann” di Proust) e ho iniziato un progetto fotografico che si intitolerà Underworld e sarà composto da tre parti: Underwater, Underwear e Underground.
Armato di una macchina subacquea usa e getta ho girato le spiagge in cerca di ritratti da scattare sott'acqua (questo il senso della prima parte di Underworld), fortunatamente ho trovato gente molto simpatica e disponibile che si è fatta immortalare da questa specie di pervertito vouyeurista (io me). Potete vedere alcune foto sulla mia pagina di Flickr.

Per ora è tutto. Venerdì vado a Ferrara a sentire i Sonic Youth e il loro Daydream Nation Tour. Sono abbastanza eccitato. Poi forse partirò per Klaghenfurt per qualche giorno a fare visita a un’amica. Si vedrà.
Penso che farò più post riassuntivi come questo nel futuro. Sono più divertenti e più utili (a me) a vedere la cosa da una certa prospettiva. Quella del tempo.
postato da: balsam alle ore 13:52 | Permalink | commenti (6)
categoria:cinema, news, diario, photos, fotografia, verona, acidopastello
martedì, 29 maggio 2007
Ha piovuto molto oggi, ha grandinato, dalle finestre della mia cucina ho potuto assistere ad uno spettacolo bellissimo: tutti i tetti del quartiere come spazzati da una nuvola bianca molto veloce. Il tutto condito dal rumore quasi erotico dei chicchi di grandine che colpivano le grondaie. Ho fatto due foto. Due foto mosse. Potevo rifarle, ma ho deciso che quella era una sensazione che era meglio tenermela per me, e non sprecarla su Flicrk... se capite cosa intendo.

In questo momento sto ascoltando I Wish I Knew How It Would Feel To Be Free cantata da Nina Simone, la grandissima Nina Simone. E' mezzanotte e 42 e fuori piove ancora, in televisione, nell'altra stanza, c'è Tosi in collegamento a Porta a Porta. Cazzo. Hanno vinto. Ha vinto la paura, ha vinto lo stato di polizia. Ha vinto la Lega. Ha perso (a questo punto se la sono meritata) la sinistra.

Mr Bojangles sarà pure la canzone preferita da Robbie Williams, ma è una gran bella canzone.

Penso che la musica sia la più alta forma d'arte. Darei un braccio per poter scrivere bella musica. Perché è ancora possibile scrivere bella musica! Io ci credo, riuscire a fare quello che è riuscito a fare Shostacovich con il genere sinfonistico o con i suoi quartetti d'archi. C'è ancora la possibilità di scrivere un GRANDIOSA partitura orchestrale, io ci credo fermamente e vorrei essere io quello che lo farà. Purtroppo non mi sono mai impegnato troppo nello studio della musica e sono troppo pigro/vigliacco per mettermi adesso a imparare, quindi penso proprio che dovrò rinunciare ad un sogno di gloria nell'olimpo dei compositori. Una preoccupazione in meno.

Questo post non è altro che una piccola esercitazione retorica. Ultimamente non sono molto comunicativo quindi pensavo che magari scrivendo un lungo post sul blog sarei riuscito a riappropriarmi di un po' di quella fiducia in me stesso. Sono giorni che io devo parlare a due persone, per me è importantissimo riuscire a comunicare con loro, ma non riesco mai a trovare la forza per farlo. Ai loro occhi sembrerò un vigliacco. E lo sono. Queste due persone (le loro iniziali sono T. W. e A. C.) o come l'impressione che in un futuro prossimo potranno avere una grossa importanza nella mia vita, ma lo stesso non faccio niente per far evolvere la situazione. Sono un bambino. E mi merito di soffrire.

Giulio Rasi, mr. Idle.

P.S. Mi raccomando non prendete troppo sul serio quello che ho scritto, non ho bisogno di consolazioni. Le mie sono constatazioni.
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categoria:diario, verona
giovedì, 24 maggio 2007
Acido Pastello - Anita e Michele

Ovvero come realizzare foto scadenti in un formato molto costoso parte seconda

Oggi è il turno delle foto musicali, ovvero quelle scattate dopo una sessione di prove degli Acido Pastello nella suggestiva cornice del centro sociale del Saval e quelle dopo l'ultimo concerto degli Heterophobic Bananas al Jameica.

Questa volta mi sono divertito a sperimentare sui colori e sulle esposizioni multiple, anche grazie ad un rullino scaduto (gennaio 2001) gentilmente concesso dalla signorina Anita Richelli. Mi aspettavo qualcosa di meglio, ma sono complessivamente soddisfato del risultato.

E ora non so cosa scrivere... Ah sì. Non si vive di sola fotografia. O di sola musica. Ogni tanto c'è anche il cinema. Annuncio ufficialmente il mio ritorno al lavoro con un piccolo cortomentraggio che ho finito di scrivere oggi. Titolo provvisorio: Time Loop. Attori: Giulio Bogoni, solo lui. Non ho volgia di spiegare troppo la trama, ma dico solo che sarà la mia versione in chiave moral-metafisica delle comiche anni 30. Un mix tra Saw - L'enigmista e le comiche di Stanlio e Ollio. Spero vi piaccia. Inizio delle riprese: il prima possibile, anche dopodomani.

Basta, per oggi ho scritto anche troppo, devo riabituarmi alla "forma-blog", ho perso un po' la mano negli ultimi tempi. La prossima volta aspettatevi un capolavoro, o come minimo un resoconto delle riprese.

Giulio

Vai alle foto (questa non è un'esercitazione)
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categoria:cinema, news, diario, photos, fotografia, acidopastello
mercoledì, 02 maggio 2007
"Dopo una salita spesso c'è un'altra salita"


go visit my new space at MySpace.com/giuliorasiband !
postato da: balsam alle ore 22:19 | Permalink | commenti (1)
categoria:diario
martedì, 01 maggio 2007
Dimenticatevi l'ultimo post, frutto di una mente irresponsabile. (Call me irresponsible).

Sono stati giorni intensamente vuoti. Grecia, Ouzo, musica, Fender, notti bianche finite prima del previsto.

L'azzardo è il più grande artista, scriveva Honorè de Balzac. Ecco, in questo momento mi sento come il più fallito degli artisti, al gradino più basso della scala di creatività sociale. Sono mesi (quasi un anno) che non produco qualcosa di degno di nota. Devo riprendermi, ma più mi sforzo di capire che cos'è che mi tira giù, più vengo attratto da questa specie di calamita invisibile e malvagia. Una calamita che mi vuole morto (intellettualmente parlando).

Devo fare un film. Anche una cosa cortissima, devo fare qualcosa.

Davanti a me vedo solo giornate buie chiuso nella mia camera a guardare video su YouTube, a muovere senza motivo un mouse sulla scrivania, non accorgendomi che la giornata (la mia vita) sta letteralmente sfumando.

Arriva sera, spengo il computer. Vado a letto, guardo il soffitto. Penso che non c'è via d'uscita. E' così e sarà sempre così. Ne sono sicuro.

Questo post sta vertiginosamente precipitando verso la più inquietante malinconia (che schifo di frase, non riesco neanche più a scegliere gli aggettivi giusti). E' tempo di chiudere, domani forse scrivo dell'altro.
Forse.
Se non dovessimo più sentirci, ADDIO.

Giulio Rasi

- - -

P.S. apprendo ora (Rolling Stone n. 43) che Andy Nicholson, l'ex bassista degli Arctic Monkeys, aveva deciso di lasciare il gruppo a causa dello stress post-successo internazionale, e per dedicarsi alla sua vera passiona... fare il DJ. Non sto scherzando è vero.

(Questa nota a margine era per chi si trovava sul traghetto Partesso - Ancona il 27 aprile)
postato da: balsam alle ore 23:36 | Permalink | commenti
categoria:diario