domenica, 01 luglio 2007
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7 – 6 – 2007
Ultimo giorno di scuola. Finisce un anno. Il solito spumantino (che neanche avessimo vinto il gran premio) sulle scale fuori. Qualche saluto fuori. Tanto ci rivediamo tra poco. Con alcuni forse no. Con alcuni forse è l’ultima volta che parlo in vita mia. Chissà cosa ci può portare questa estate. Morte e distruzione. Chissà.

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7 – 6 – 2007
(nota, è lo stesso giorno, che giorno…)
In qualche modo, non so ancora bene come, vengo trascinato da Frank e Cocco a Milano a vedere il concerto dei White Stripes, band che adoro da quando li ho scoperti attraverso i video di Gondry. Che dire.. dal vivo sono fenomenali, lui è fenomenale. Come riesce a reggere tutto uno show di un’ora e mezza sulle sue spalle. Suona tutto. Urla. Mai sentite chitarre talmente sparate con il gain al massimo. Meg è una bomba. Suona molto meglio di quanto mi ricordassi dai dischi. Regge tempi assurdi, con delle sonorità che spaziano dal Haevy più heavy al jazz alla Max Roach. E poi canta. Quella “Cold, cold night” me la ricorderò per un pezzo, penso. Ovviamente nel finale “Seven Nation Army”. Temevo che sarebbe scoppiato il solito coro da stadio, invece tutto a avvenuto in maniera molto più soft. Quasi poetica. Un grandissimo show. Tornato a casa (della sorella del Frank) ho chiuso gli occhi per un momento. Le orecchie fischiavano. Nella retina era ancora impresso quel rosso sangue della scenografia. Cosa dire…

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9 – 6 – 2007
e 12 – 6 – 2007
(due feste, due forfait)
Rieccomi a parlare della mia musica. Della nostra musica. Del nostro gruppo, rinominato per poco “Camera Stilo” da un mio suggerimento. In quei giorni siamo stragasati. Almeno, io lo sono. Abbiamo due feste in cui suonare. LA prima più impegnativa, a casa di Anita, in cui si alterneranno molti gruppi di amici e parenti. La paura incomincia a subentrare in noi. C’è il rischio del confronto ovviamente, ma decidiamo di provarci. Al sound-check capiamo subito che qualcosa non va. Siamo sballati, non ci ricordiamo gli attacchi (almeno, io non mi ricordo gli attacchi). Con grande umiltà (parolona…) decidiamo di dare più spazio agli altri gruppi e di toglierci dalla scena.
Serata memorabile, ottime performance dei Jockers e (soprattutto) degli Ancher, che non avevo mai avuto l’occasione di sentire dal vivo. Torno a casa parzialmente contento (avevo comunque suonato un quarto d’ora all’inizio con gli Acido Pastello), ma comunque pieno di speranze nella data successiva, al diciottesimo di Giulio Raffa.
(…) che dire… purtroppo il caso o qualcun altro ce l’ha con noi. Quel giorno stesso Zeno (il batterista) viene chiamato dal suo capo che gli dice che quella sera deve lavorare. Tutto saltato, propongo una jam di improvvisazione acustica, ma non ha molto seguito. Mi avvio alla festa leggero (senza la nuova chitarra che avevo comperato il giorno stesso, vedi sotto), solo con una macchina fotografica, con la speranza almeno di riuscirà a tirarne fuori qualche bello scatto. In un certo senso così è stato. Poche belle foto, alcune interessanti, molte banali. Ma l’arte è così, bisogna TENTARE per riuscire.

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12 – 6 – 2007
La mia prima vera e propria chitarra. Una Ibanez AF75 BS serie Artcore. Una gran chitarra, proprio quello che volevo io. Semi acustica, con due Humbuckers per tirarci fuori qualsiasi suono mi passi per ma mente. Compro anche uno slide e mi esercito con qualche accordatura aperta. Non mi sono mai divertito tanto con uno strumento musicale in vita mia. Per tre giorni la suono di continuo, da quando mi sveglio a quando vado a letto. Una goduria.

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14 – 6 – 2007
Finalmente inizio le riprese del mio nuovo corto “Time Loop”. Per quel giorno ho previsto solo le scene più complesse, quelle delle cadute. Trasportiamo a fatica un materasso sul set e giriamo tutte le inquadrature che mi servono. Purtroppo una macchina parcheggiata in un vicolo mi impedisce di completare il resto della scena che avevo in programma. Forse per perfezionismo, forse per pigrizia mentale, decido di interrompere lì le riprese e di ricominciare quando sarei tornato da Corfù (Greece). Il materiale è comunque buono, le cadute sono realistiche e l’effetto slapstick è assicurato.

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dal 17 – 6 – 2007 al 27 – 6 – 2007
Questo periodo di tempo possiamo intitolarlo “La Mia Vita a Corfù (Greece)”. Niente di particolarmente interessante. Solo due cose: ho letto parecchi libri (alcuni notevoli, esempio “On the road” di Kerouac, “Hot Kid” di Leonard, “Lullaby” di Palahniuck e (un bel pezzo di) “Du cote de chez Swann” di Proust) e ho iniziato un progetto fotografico che si intitolerà Underworld e sarà composto da tre parti: Underwater, Underwear e Underground.
Armato di una macchina subacquea usa e getta ho girato le spiagge in cerca di ritratti da scattare sott'acqua (questo il senso della prima parte di Underworld), fortunatamente ho trovato gente molto simpatica e disponibile che si è fatta immortalare da questa specie di pervertito vouyeurista (io me). Potete vedere alcune foto sulla mia pagina di Flickr.

Per ora è tutto. Venerdì vado a Ferrara a sentire i Sonic Youth e il loro Daydream Nation Tour. Sono abbastanza eccitato. Poi forse partirò per Klaghenfurt per qualche giorno a fare visita a un’amica. Si vedrà.
Penso che farò più post riassuntivi come questo nel futuro. Sono più divertenti e più utili (a me) a vedere la cosa da una certa prospettiva. Quella del tempo.
postato da: balsam alle ore 13:52 | Permalink | commenti (6)
categoria:cinema, news, diario, photos, fotografia, verona, acidopastello
martedì, 29 maggio 2007
Ha piovuto molto oggi, ha grandinato, dalle finestre della mia cucina ho potuto assistere ad uno spettacolo bellissimo: tutti i tetti del quartiere come spazzati da una nuvola bianca molto veloce. Il tutto condito dal rumore quasi erotico dei chicchi di grandine che colpivano le grondaie. Ho fatto due foto. Due foto mosse. Potevo rifarle, ma ho deciso che quella era una sensazione che era meglio tenermela per me, e non sprecarla su Flicrk... se capite cosa intendo.

In questo momento sto ascoltando I Wish I Knew How It Would Feel To Be Free cantata da Nina Simone, la grandissima Nina Simone. E' mezzanotte e 42 e fuori piove ancora, in televisione, nell'altra stanza, c'è Tosi in collegamento a Porta a Porta. Cazzo. Hanno vinto. Ha vinto la paura, ha vinto lo stato di polizia. Ha vinto la Lega. Ha perso (a questo punto se la sono meritata) la sinistra.

Mr Bojangles sarà pure la canzone preferita da Robbie Williams, ma è una gran bella canzone.

Penso che la musica sia la più alta forma d'arte. Darei un braccio per poter scrivere bella musica. Perché è ancora possibile scrivere bella musica! Io ci credo, riuscire a fare quello che è riuscito a fare Shostacovich con il genere sinfonistico o con i suoi quartetti d'archi. C'è ancora la possibilità di scrivere un GRANDIOSA partitura orchestrale, io ci credo fermamente e vorrei essere io quello che lo farà. Purtroppo non mi sono mai impegnato troppo nello studio della musica e sono troppo pigro/vigliacco per mettermi adesso a imparare, quindi penso proprio che dovrò rinunciare ad un sogno di gloria nell'olimpo dei compositori. Una preoccupazione in meno.

Questo post non è altro che una piccola esercitazione retorica. Ultimamente non sono molto comunicativo quindi pensavo che magari scrivendo un lungo post sul blog sarei riuscito a riappropriarmi di un po' di quella fiducia in me stesso. Sono giorni che io devo parlare a due persone, per me è importantissimo riuscire a comunicare con loro, ma non riesco mai a trovare la forza per farlo. Ai loro occhi sembrerò un vigliacco. E lo sono. Queste due persone (le loro iniziali sono T. W. e A. C.) o come l'impressione che in un futuro prossimo potranno avere una grossa importanza nella mia vita, ma lo stesso non faccio niente per far evolvere la situazione. Sono un bambino. E mi merito di soffrire.

Giulio Rasi, mr. Idle.

P.S. Mi raccomando non prendete troppo sul serio quello che ho scritto, non ho bisogno di consolazioni. Le mie sono constatazioni.
postato da: balsam alle ore 00:09 | Permalink | commenti
categoria:diario, verona
domenica, 18 marzo 2007
La Piazza

Siamo alla follia pura.

Ieri sera durante il concerto dei gruppi del Maffei in piazza Dante, nella vicina piazza del tribunale, un gruppo di 5 o 6 ragazzi ben vestiti (secondo alcuni tutti appartenenti a Forza Nuova) hanno aggredito e letteralmente pestato un altro gruppo di 4 ragazzi.

L'aggressione si è svolta nel solito modo: accerchiamento, spranghe, catene, sangue, fuga, ambulanze.

Tra gli aggrediti c'è anche una mia vecchia amica che è stata presa a sprangate in faccia, fortunatamente ora sta bene, ha comunque passato la notte in ospedale, ma non se la sono cavata altrettanto bene i suoi amici, molti dei quali ancora in ospedale.

Conclusione ignobile di una serata che poteva essere ricordata come una delle più belle che la "giovane Verona" aveva avuto negli ultimi tempi. Bella musica, tanta gente, il tempo atmosferico contro ogni previsione aveva ratto (i teli sono stati fortunatamente inutili) e, scusate se mi ripeto, musicisti in stato di grazia.

Cazzo, è proprio un peccato che sia successo tutto quel casino, dopo. Un vero peccato, non c'è altro da dire.

Un po' di foto della serata
postato da: balsam alle ore 16:40 | Permalink | commenti (3)
categoria:diario, photos, verona